L’extraterrestre Almaz Ayana


Parziali Ayana

L’impresa sui 10.000 proietta l’etiope sempre più nel pantheon dei grandi di ogni epoca

 

Non bastava il trionfo clamoroso ai Mondiali di Pechino 2015. E non è stato sufficiente nemmeno l’oro olimpico di Rio de Janeiro sui 10.000, con un record del mondo (29’17’’45) clamoroso sia per come è arrivato – con una seconda parte di gara a ritmi folli e in solitaria – sia perché andava a demolire di 14 secondi un primato che resisteva da 23 anni ed era considerato inavvicinabile, oltre che dubbio per usare un eufemismo: quello della cinese Wang Junxia, l’atleta di punta dell’”esercito” del controverso allenatore Ma Junren.

No, Almaz Ayana non ha ancora finito di sfornare capolavori. E quello arrivato a Londra, di nuovo sui 10.000, è una perla assoluta se si pensa alle sue condizioni fisiche precarie. L’etiope ha stretto i denti, ha aspettato che le altre la portassero con una progressione soft (3’30’’4-3’18’’5-3’10’’6) a passare i tre chilometri appena sotto i 10 minuti. Poi ha fatto il vuoto. Un quarto chilometro sopportabile (3’02’’7), che ha convinto le altre, e soprattutto la turca Yasemin Can, di poterla seguire. Mal gliene incolse. Il quinto chilometro in un mostruoso 2’49’’2 l’ha fatta sparire agli occhi di tutte. Da lì non è più tornata sopra i tre minuti al mille e ha chiuso in 30’16’’32. Dietro, praticavano un altro sport. L’ha spuntata Tirunesh Dibaba, che ha conquistato l’argento e ha regalato la doppietta all’Etiopia. Ma si è anche presa 46 secondi di distacco. Una voragine mai vista a un Mondiale: il doppio di quello che Wang Junxia era riuscita a rifilare alla connazionale Xhong Huandi nel 1993. Non si è mai visto qualcosa del genere.  Per Ayana, tattiche di questo tipo sono obbligate: in volata non regge il confronto con le atlete al top del mondo. Ma quando alza i giri, soprattutto sui 10.000, non c’è nessuna in grado di provare davvero a contrastarla. L’anno scorso la kenyana Vivian Cheruiyot corse sui ritmi di Junxia, ma non bastò nemmeno a rimanere in scia di Ayana. Dibaba, terza, si prese 25 secondi. Stavolta ha scavato la sua voragine tra il quarto e il settimo chilometro: tremila metri folli, coperti in 8’33’’. Si discute molto sull’eredità che Usain Bolt e Mo Farah lasceranno all’atletica su pista. E anche su chi prenderà il loro posto nell’immaginario collettivo. Ma la verità è che la piccola Almaz Ayana ha già fatto vedere abbastanza cose da poter essere considerata al livello di Mo Farah e non lontana da Bolt. E ha ancora 26 anni.

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